L'artista

Carlo Ciavolino: artista dalle molti dimensioni

Un artista che ha più dimensioni creative e più frecce all’arco della sua immaginazione. In lui versatilità e fecondo eclettismo si intrecciano dando risalto a una particolarissima identità. Così si presenta Carlo Ciavolino qualunque sia il profilo dal quale venga osservato:il pittore e lo scultore, il dirigente di importanti istituti scolastici, l’ autore di testi e pubblicazioni e il promotore appassionato di iniziative culturali. Sempre riflessivo, razionale e programmatico, mai un lavoro avviato senza un’idea ma, al contrario, seguendo costantemente un’ispirazione da lui profondamente interiorizzata e vissuta. E’ l’originale percorso dall’uomo all’artista. I suoi lavori non sarebbero tanto attrattivi se non scaturissero da un retroterra di intenso studio e lavoro.

Il suo precoce esordio (ad appena 16 anni rivela significativamente una spiccata propensione) avviene in una famiglia dove l’arte, quella colta e più impegnativa, era di casa. Ma lui vi aggiunge subito un proprio e suggestivo modo di guardare la realtà (persone, paesaggi, forme e geografie morali) trasfigurandola e arricchendola di valore con simbologie e metafore.

Il cursus studiorum è di tutto rispetto e rigorosamente selettivo. Carlo Ciavolino si forma attraversando il Liceo artistico, l’Accademia delle Belle Arti, la facoltà di Architettura. Particolare cura porta al design e allo styling. Poi le tonalità cromatiche e l’interpretazione dei segni e della vita convinto, com’è, che l’arte è l’ animo stesso dell’uomo, è psicologia dei sentimenti. Se c’è un territorio spirituale di riferimento, in Ciavolino il primo posto tocca all’area vesuviana e più largamente mediterranea. E’da qui che scaturisce quel suo classicismo che, attraverso il rinascimento, si congiunge con i più diversi filoni del romanticismo e delle neoavanguardie.

Migliaia di quadri e tante opere in bronzo. I soggetti rappresentati hanno una caratteristica: quasi sempre si rivolgono verso chi li osserva. Un’esigenza di complicità e di condivisione? L’artista non può essere, mai orgogliosamente, prigioniero di se stesso. In Carlo Ciavolino sono perciò preminenti la relazione umana, l’apertura al sociale, la dialettica dei pensieri e delle pulsioni. Ecco,allora, che l’artista rivela le sue coinvolgenti dimensioni.

La devozione religiosa è nella natività dei migranti, la Vergine dei coralli, la deposizione e resurrezione di Gesù nella reggia di Caserta, le statue dedicate a san Giuseppe Moscati (una è a Torre del Greco), la Madonna e il bambino. L’annuncio della nascita è più una ispirazione che una comunicazione. Quando affronta il tema della fisicità dei corpi nei temi laici, si avverte subito che questa fisicità di smaterializza, per invadere direttamente la sfera dell’intimità affettiva.

Ci sono poi il richiamo civile (il dipinto ceramico sulla facciata del liceo classico De Bottis, la statua per Massimo Troisi a Villa Bruno, il Canto della pace) e l’attitudine decorativa soffitti a cassettoni modellati con oro zecchino nella parrocchia del Buon Consiglio).Una versatilità senza confine spazia dalle creazioni corallo-madreperle-pietra dura agli abiti di alta moda dove ancora il corallo costituisce un beneaugurante elemento. Dalla raffinatezza si passa alla forza possente quando l’artista assume l’abito dello scultore e mette a frutto le lezione appresa da Emilio Greco. Un bronzeo Cristo Redentore rappresenta felicemente la più grande statua che abbia mai salutato,fra il mare e il Vesuvio, i naviganti in un porto.

Più dimensioni che indicano una personalità forte. Di essa Carlo Ciavolino ha dato ampia prova come preside, dirigente scolastico in vari istituti (Cardito, Pozzuoli, Napoli, il Pantaleo a Torre del Greco), durante il comando alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e con tanti seminari promossi per legare insieme scuola e mondo del lavoro. Non a caso Carlo Ciavolino ha incontrato due volte, al Quirinale, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Non a caso Carlo Ciavolino è oggi un esponente fra i più rappresentativi nel campo dell’arte e della cultura.

 

 

 


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